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Perchè una scuola intitolata a Iqbal Masih...

Dare un nome significa distinguere, individuare. Un nome lo si dà alle persone, lo si dà alle vie e alle piazze, ai monumenti, ai busti che rappresentano personaggi che hanno dato lustro a una nazione, a una città, a una comunità. Da oggi anche il nostro comprensivo ha un nome che lo distingue dagli altri: IQBAL MASIH . Iqbal Masih è un ragazzo vissuto solo 12 anni, morto assassinato per mano di chi temeva un'insurrezione per opera di un fanciullo che era riuscito a riscuotere le coscienze degli adulti e, ancor più, dei fanciulli.
Oggi diremmo che i destinatari del messaggio erano in prima istanza quei ragazzi pachistani che i genitori, indotti dalla povertà, erano costretti a vendere ai mercanti di tappeti. Costoro, inducendoli in schiavitù, sfruttavano l'agilità delle loro mani.
Il profondo e forte messaggio di Iqbal Masih della presa di coscienza dello sfruttamento del lavoro minorile fece breccia anche nelle alte istituzioni mondiali. Questo fanciullo dagli alti ideali, sospinto da una forte ribellione interiore contro la condizione di asservimento dei suoi coetanei, è divenuto nel mondo l'ispiratore, il simbolo della lotta contro ogni tipo di schiavitù. La sua aspirazione era quella di intraprendere un percorso scolastico per diventare avvocato, cioè un uomo esperto di diritto, per ergersi alla difesa dei diritti delle vittime delle angherie degli uomini. La scelta, allora, di dedicare il nome di questa figura alla nostra scuola è proprio quella di dare un modello ai nostri fanciulli, ai nostri ragazzi, ai nostri adulti – non dimentichiamo che il nostro comprensivo annovera anche un Centro di formazione permanente – un modello in grado di far comprendere l'importanza della formazione, della cultura, della scuola.
A tutti è noto che la piaga dello sfruttamento regna dove c'è l'ignoranza. L'istruzione, invece, e la cultura sono l'unica strada per capire i nostri diritti e, di conseguenza, per combattere chi questi diritti calpesta. Si deve dare atto all'Amministrazione comunale di Pioltello di avere a cuore l'accrescimento culturale della propria comunità, che sta diventando multirazziale. Questa sua profonda sensibilità è dimostrata anche dalla dedica della strada, in cui è collocato il nostro comprensivo, a Iqbal Masih.
Iqbal Masih deve essere visto anche come simbolo dell'integrazione delle diverse realtà extra comunitarie qui presenti che deve indurre al rispetto di tutte le culture, per quanto portatrici di alti valori umani, sociali e culturali. Anche per noi insegnanti la figura di Iqbal Masih costituisce un modello che ispiri la nostra azione di educatrici e di educatori. Un modello che ci fa comprendere quale alta missione sia quella di educatore, ma anche quale responsabilità grava su di noi che prendiamo in consegna questi fanciulli per incamminarli ed educarli, sin dagli anni più verdi, anche agli ideali della giustizia e della difesa dei diritti. E' un percorso faticoso, ma siamo coscienti che la meta del buon risultato la si raggiunge giorno dopo giorno, a volte con passi agili a volte con faticoso andare: mai deve, però, venir meno il pensiero che questa società si attende da noi educatori. A tutti, quindi, questo modello, la figura di Iqbal Masih ha qualcosa da insegnare; tutti avremo assolto al nostro compito se saremo stati in grado di rendere liberi gli uomini di domani che oggi sono i nostri figli, i nostri fanciulli, i nostri scolari, i nostri alunni.

 

Per avere altre informazioni sulla storia di Iqbal Masih consulta il sito dell'Unicef.